La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è una delle più antiche forme di finanziamento, fu introdotta negli anni cinquanta, le leggi di riferimento sono il D.P.R. 5 gennaio 1950 n.180 e il successivo regolamento attuativo D.P.R. 28 luglio 1950n. 895.

Nonostante i suoi antichi natali ancora oggi è tra le forme di finanziamento più diffuse in Italia, la sua quota di mercato nel panorama del credito al consumo è in rapida e continua espansione, tanto che negli ultimi anni molti istituti bancari si sono interessati al prodotto proponendolo all’interno delle proprie filiali o acquistando società finanziarie specializzate in questo ramo del credito.

Il successo della cessione del quinto consiste nel creare soddisfazione in tutti gli attori coinvolti solitamente in un finanziamento. Il consumatore (lavoratore dipendente del settore pubblico e privato o pensionato) ha la possibilità di ottenere un credito in maniera semplice e per importi solitamente più elevati rispetto al classico prestito personale. La richiesta non necessità di garanzie aggiuntive (fideiussioni, ipoteche o firme di garanti) anche se il merito creditizio del cliente non dovesse essere eccellente ha causa di passati disguidi in ambito finanziario. Il rimborso avviene in maniera comoda in quanto il cedente ha la possibilità di modulare il suo piano di rientro mensile fino a 120 mesi e soprattutto non deve fornire motivazioni per la sua richiesta. La rata viene trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico per cui non occorre recarsi in posta per il pagamento dei bollettini. Infine l’obbligatorietà di legge della copertura assicurativa prevista per il rischio “vita” e per quello della perdita del posto di lavoro permette di  qualificare la cessione del quinto come un “credito garantito”. È proprio in queste ultimi due passaggi  è da ricercare invece l’interesse delle banche che riescono ad aumentare i propri “impieghi” erogando forti liquidità con la quasi certezza di recuperare il credito concesso. In un momento storico caratterizzato da una crisi economica senza fine (a marzo 2015 il numero complessivo degli affidati in sofferenza è di 1.199.107 in prevalenza imprese e famiglie cit. rapporto mensile ABI del settembre 2015) la possibilità di limitare future sofferenze è molto importante per tutte  le banche italiane.

 

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Questa breve panoramica sulla cessione del quinto non può terminare senza alcune note di carattere tecnico. La rata deve avere cadenza mensile (sono escluse le tredicesime o eventuali quattordicesime), l’importo della stessa non po’ superare il valore del 20% del valore dello stipendio o della pensione (il “quinto” appunto), come già detto il pagamento viene effettuato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico per cui il cliente riceverà la mensilità con l’importo già detratto della rata inoltre per i dipendenti privati il datore di lavoro a l’ulteriore obbligo di vincolare il tfr maturato dal dipendente che rimane a garanzia del finanziamento.